Chi vól dal sél và a la salèina
chi vòl di furèb và a Miereina
chi vòl di lèder e di imbrujòun
al vaga a Fòsel e Buderiòun”         (Carla)

Che Dio s’i-n’delìbra dala silta e dal tròun e dal’useel dal frapòun
(Che Dio ci liberi dal fulmine e dal tuono e dall’uccello del fabbrone)
Con riferimento ad un fabbro di massiccia corporatura  e di attributi in proporzione,  noto nella prima metà del secolo scorso per i suoi gusti verso il lato B di giovani fanciulli o di persone più avanti con gli anni comunque disponibili. A tale proposito è ricordata la frase di un signore fatto oggetto di “basse insinuazioni” da parte del nostro, che si presentò al pronto soccorso lamentando di essere caduto
“Sù  un cûl ‘d butiglia”. Il medico (carogna) che obiettava che gli sembrava essere un altro il motivo dell’emorragia, e che la cura per la bottiglia poteva essere letale in caso si fosse trattato di altro, si sentì chiedere: “Mò dutor, s’prev mia cater na cura c’la vaga bein per tùtt duu?

Al ne vèdd gnan n’èsen in un pree sghee.
Non vede nemmeno un asino in un prato falciato.
Si dice a chi non trova le cose o non le vede, neanche se sono sotto il naso.

Chèrta canta, vilan dòrem
Regola importante: mettere tutto scritto su carta                         Carla

Chi n’à è di bòun, chi ne gh’n’à le di cajòun
Come dire :chi ha da mangiare bene, chi non ne ha peggio per lui

Come quèl dal des bonasèeri e po’ le armes lè a durmir
Come quello delle dieci buonasere e poi è rimasto a dormire…..Riferito a chi trova sempre un pretesto per non andarsene.

Chi ni zoga mel li spènd…
Di persona che sperpera.