Molti ritengono che il dialetto sia una lingua povera, elementare, scorretta, che sia un sistema inferiore di comunicazione. Io, invece, considero il dialetto la mia lingua madre, cioè quella che ho imparato negli anni della mia infanzia e attraverso la quale sono entrata in relazione con le persone con cui era importante parlare ed intendersi.

Luciana, in questa sua ultima fatica “Brisli ed vìta”  sa accendere la lingua del calore di una visione altissima, coniugando i battiti del suo cuore, fraternamente, con tutti i volti dell’esistenza, con le ferite e la pazienza degli uomini. Il fedele strumento è il dialetto: forgiato dal pragmatismo del quotidiano.

Sauro Roveda


Copertina CD

 

Elenco Poesie

Edizioni il Fiorino 2010