Le origini della piazza

Il 12 febbraio 1512 una bolla di Papa Giulio II autorizza Alberto Pio a demolire l’antica pieve della Sagra per edificare la nuova Collegiata per realizzare un nuovo spazio pubblico di rappresentanza.

L’idea si era già manifestata nel 1503, con la richiesta di costruire un nuovo tempio “in capite platee Burgi Zoiosi”, primo passo verso la realizzazione di una nuova piazza di fronte al palazzo del principe.

Alcuni documenti degli anni ‘80 del Quattrocento testimoniano che il mercato era già stato lì trasferito, presumibilmente per volontà dei Pio, dalla platea magna del borgo di San Francesco.

La piazza viene perciò a essere identificata in virtù della sua peculiare funzione commerciale e sociale piuttosto che per le sue precipue caratteristiche urbanistiche e architettoniche.

Su impulso del signore, intorno al 1505 vengono aggiunte al Portico Lungo sette arcate a nord, le cosiddette case Barzelli, mentre a partire dal primo decennio del XVI secolo e almeno fino al 1518, viene edificata e affrescata, secondo modelli architettonici di derivazione romana, la nuova facciata di ponente del palazzo di Alberto, davanti al quale si trovano (fino al primo Ottocento) le fosse del canale.

A chiudere l’invaso a sud, leggermente in diagonale, è costruito il portico del Grano. L’area viene poi completata come polo mercantile con la costruzione della beccheria e del macello.

Nel 1514, dopo la demolizione delle navate della Sagra, viene fondata la Collegiata: i lavori saranno interrotti nel 1525 alla zona absidale e ripresi per la conclusione di navate e facciata tra 1606 e 1680.